La Benefit Competition di Padova ha messo a confronto undici esperienze sul significato del beneficio comune. Per Infinityhub, la riqualificazione energetica si lega alla possibilità di coinvolgere nella stessa società chi utilizza gli immobili, chi realizza gli interventi e chi investe, condividendo obiettivi e valore generato.
Il 16 ottobre 2026, nell’ambito della City Vision Week, lo SMACT Competence Center di Padova ha ospitato la quarta tappa della Benefit Competition, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’iniziativa nazionale si articola in cinque appuntamenti territoriali, dai quali vengono selezionate le imprese che accederanno alla fase finale.
Le undici finaliste della tappa, ammesse anche grazie a un ex aequo nella selezione, hanno raccontato come il beneficio comune possa entrare nella formazione, nell’energia, nell’abitare, nella salute e nella sicurezza sul lavoro. Infinityhub ha partecipato con il Modello Y, portando al confronto il rapporto tra transizione energetica, capitale e partecipazione.
Società Benefit: gli impegni verso le persone e i territori
Essere Società Benefit significa affiancare allo scopo di profitto una o più finalità di beneficio comune, indicate nello statuto. Questo impegno orienta le decisioni e richiede di rendere conto delle attività e dei risultati attraverso una relazione annuale. Il modello delle Società Benefit porta così la responsabilità sociale e ambientale dentro il funzionamento dell’impresa.
Azzurra Marchesano, intervenuta per il MIMIT, ha sottolineato il valore collettivo dell’attività imprenditoriale e il ruolo della competizione nel costruire una comunità di aziende che condividono questa visione.
Margherita Cera, assessora all’Innovazione del Comune di Padova, ha ricondotto il benessere delle città a bisogni concreti: casa, lavoro e relazioni. Alle imprese ha chiesto fiducia nelle istituzioni, cura del territorio e partecipazione alla vita della comunità, ricordando che i lavoratori sono anche cittadini.
Alla Benefit Competition di Padova, i progetti sono stati valutati da una giuria composta da Eleonora Di Maria per SMACT Competence Center, Cedric Boniolo per la Camera di Commercio di Padova, Giulia Turra per Start Cube, Vincenzo Ambrosio per la Casa del Made in Italy di Padova e Silvia Parolin per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Ogni impresa ha avuto tre minuti per la presentazione e due per le domande.
Benefit Competition a Padova: le esperienze delle aziende
Le testimonianze hanno mostrato come le finalità di beneficio comune possano tradursi nelle attività quotidiane delle imprese.
Aton ha presentato la propria Academy, che unisce formazione online e apprendimento pratico, aprendo percorsi professionali nel digitale anche a persone provenienti da altri mestieri. Habitech ha affiancato alla sostenibilità degli edifici l’attenzione alle persone: formazione, flessibilità, conciliazione e opportunità di volontariato.
Fedabo ha raccontato la collaborazione con la cooperativa Azzurra: alcune persone con disabilità svolgono commissioni per i dipendenti, sviluppando competenze e relazioni e contribuendo alla conciliazione tra lavoro e vita privata. Happily ha illustrato un welfare aziendale che permette di spendere le risorse presso attività e professionisti di prossimità, senza commissioni per gli esercenti.
Con CiviCrowd, CiviBank accompagna le associazioni del territorio attraverso formazione e raccolta fondi. Homes4All connette immobili inutilizzati e bisogni abitativi, integrando il recupero degli alloggi con percorsi di accompagnamento sociale delle famiglie.
Mavi Dental Devices ha strutturato una linea di servizio per realizzare protesi gratuite, in collaborazione con realtà assistenziali. Nel 2025 ne ha realizzate 64. «64 non sono numeri, sono 64 persone», ha ricordato Patrizio Marcato, riportando l’attenzione sulla dignità e sulle possibilità che l’accesso alle cure può restituire.
Optimens ha presentato Calliope, un servizio di allenamento cognitivo personalizzato erogato per telefono, accessibile anche ad anziani poco abituati agli strumenti digitali. Maarmo, che ha manifestato l’interesse a diventare Società Benefit, recupera scarti delle filiere produttive per realizzare termoarredi e prodotti di design, affiancando alla produzione attività di sensibilizzazione. Rego porta nelle scuole la cultura della sicurezza sul lavoro con il progetto educativo “Babbo, a stasera”, coinvolgendo i bambini nel dialogo con le famiglie.
Il beneficio comune del Modello Y alla Benefit Competition di Padova
«La transizione energetica prende forma quando tutto si connette».
Con questa visione Massimiliano Braghin, presidente e fondatore di Infinityhub S.p.A. Benefit ha aperto il proprio intervento alla Benefit Competition di Padova, presentando un modello imprenditoriale che integra ingegneria, finanza, realizzazione industriale e partecipazione attraverso un’infrastruttura digitale e relazionale: il Modello Y.
Al centro vi è una diversa concezione dei rapporti economici. Imprese, professionisti, investitori e beneficiari degli interventi non sono necessariamente soggetti contrapposti nei tradizionali ruoli di cliente e fornitore, ma possono diventare partecipanti a un’unica iniziativa.
Per gli interventi di maggiore dimensione, questa convergenza prende forma attraverso una società di progetto (SPV), nella quale possono entrare artigiani, progettisti, imprese, investitori e piccoli risparmiatori, anche mediante equity crowdfunding. La stessa impresa che utilizza l’immobile oggetto della riqualificazione può partecipare al capitale della società.
Riqualificare gli immobili, condividere il valore
Il beneficio comune del Modello Y nasce dall’integrazione di due dimensioni: la riduzione dell’impatto ambientale degli immobili e la distribuzione delle opportunità economiche generate dalla loro riqualificazione.
L’impresa beneficiaria può disporre di un edificio più efficiente, senza dover necessariamente sostenere direttamente l’intero investimento, e contemporaneamente partecipare agli eventuali risultati economici della società di progetto. Artigiani e progettisti possono affiancare alle proprie attività professionali una partecipazione nell’iniziativa. Gli investitori contribuiscono a finanziare infrastrutture reali, mentre le banche sostengono interventi organizzati secondo strutture economico-finanziarie dedicate.
La partecipazione diventa così uno strumento per allineare interessi che il mercato tradizionalmente considera separati.
È questa una delle caratteristiche distintive del Modello Y: il beneficio comune non si esaurisce nel risultato ambientale, ma riguarda anche il modo in cui quel risultato viene costruito e condiviso.
La moltiplicazione attraverso la divisione
Nel modello finanziario illustrato da Braghin, gli investimenti possono essere sostenuti indicativamente attraverso il 20% di capitale proprio e l’80% di debito bancario.
Durante la presentazione, il fondatore ha ricordato circa 7 milioni di euro raccolti attraverso l’equity crowdfunding, nell’ambito di venti progetti.
Il Portale Y accompagna lo sviluppo delle iniziative, dall’identificazione delle opportunità alla progettazione, dalla costituzione delle società alla ricerca dei capitali, fino alla realizzazione e gestione degli interventi. Infinityhub mantiene inoltre un ruolo industriale diretto, integrando le competenze tecniche, gestionali e realizzative necessarie a trasformare le iniziative in opere concrete.
In questo percorso assume significato il principio della moltiplicazione attraverso la divisione: ogni progetto può costituire una nuova società, coinvolgere nuovi soci, generare nuove competenze e contribuire alla nascita di ulteriori iniziative.
La coerenza delle relazioni come beneficio comune
Rispondendo a una domanda della giuria sul valore dell’ecosistema nella scelta dei clienti, Braghin ha sottolineato la possibilità per l’impresa beneficiaria di diventare anche socia e partecipare agli eventuali dividendi.
Ma la partecipazione comporta una responsabilità ulteriore: mantenere coerenti nel tempo gli interessi delle persone e delle organizzazioni coinvolte. Accanto all’ingegneria, alla finanza e alla tecnologia diventano quindi centrali anche la sociologia, la psicologia delle relazioni e la filosofia.
Il beneficio comune non riguarda soltanto ciò che viene realizzato, ma anche la qualità delle relazioni che rendono possibile realizzarlo. Ogni intervento completato diventa inoltre una testimonianza concreta, capace di generare fiducia, nuove connessioni e ulteriori opportunità di riqualificazione.
Il Modello Y interpreta così la transizione energetica non come una semplice sostituzione tecnologica, ma come un’evoluzione del modo di fare impresa: dall’interesse individuale alla costruzione partecipata di valore economico, ambientale e sociale.
Paolo Gubitta: dalle finalità ai risultati misurabili
Paolo Gubitta dell’Università di Padova ha approfondito il passaggio dagli impegni dichiarati alle azioni. La scelta di diventare Società Benefit coinvolge la proprietà e fissa nello statuto responsabilità verso comunità e territori, destinate a orientare l’impresa nel tempo.
I dati della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026, richiamati durante l’intervento, mostrano nel periodo 2022–2024 una crescita mediana del fatturato del 14,6% per le imprese benefit, rispetto al 5,3% delle imprese non benefit comparabili.
Il professore ha sottolineato il valore di tradurre le finalità in azioni, definire obiettivi e misurare i risultati. Il beneficio comune può entrare anche nel modello di business, nella progettazione dei prodotti e nelle relazioni di filiera. Rendere disponibili le pratiche delle imprese più strutturate può aiutare altre aziende, comprese quelle più piccole, a sviluppare il proprio percorso.
Fondazione Capellino: il valore dell’impresa per la biodiversità
La relazione tra attività economica e finalità ambientali è emersa anche nella testimonianza di Cristiano Calvi della Fondazione Capellino. Ha raccontato la scelta di destinare alla Fondazione la proprietà di Almo Nature e gli utili dell’impresa alla tutela della biodiversità, dando continuità nel tempo a questo impegno.
L’esperienza ha ampliato la riflessione sulle forme che il beneficio comune può assumere: negli assetti proprietari, nelle decisioni di investimento e nella destinazione del valore prodotto dall’attività economica.
Benefit Competition: i vincitori della tappa di Padova
La giuria ha assegnato il primo posto a Optimens, il secondo a Maarmo e il terzo a Rego. Una menzione speciale è stata attribuita a Fedabo.
Le undici finaliste sono state selezionate tra sessantasei imprese candidate. Dovevano essere dieci, ma due progetti si sono classificati a pari merito. A guidare la scelta del vincitore: riconoscere i progetti capaci di generare, prima di tutto, un impatto diretto sulla vita delle persone.
Il confronto alla Benefit Competition di Padova ha restituito una pluralità di modi di generare beneficio comune, dall’accesso ai servizi alla tutela dell’ambiente, fino alla partecipazione ai progetti e alla condivisione del valore. Esperienze diverse, che possono offrire ad altre imprese strumenti e occasioni di collaborazione.











