Il 5 maggio 2026, a Villa Bornello a Treviso, Infinityhub ha partecipato all’incontro “Società Benefit: il Veneto che genera valore”, promosso da SardexPay e Venetex.net: un appuntamento dedicato al modello d’impresa Benefit, in un territorio – il Veneto – che sta rispondendo positivamente a questo paradigma.
L’evento ha riunito istituzioni, imprese, facilitatori e realtà del mondo impact. Al centro del confronto, il ruolo delle Società Benefit come modello capace di integrare sviluppo economico, beneficio sociale, sostenibilità e valore territoriale.
Durante l’incontro sono stati affrontati temi diversi, ma strettamente connessi. Tra questi, l’evoluzione normativa regionale, la misurazione dell’impatto, la finanza a sostegno dei progetti, i circuiti collaborativi territoriali e l’esperienza diretta delle imprese Benefit.
A portare il saluto istituzionale Alessandro Manera, Vice Sindaco del Comune di Treviso.
Le Società Benefit come evoluzione del modello d’impresa
La Società Benefit non rappresenta soltanto una forma giuridica o un’etichetta reputazionale. Rappresenta, piuttosto, un’evoluzione del modo stesso di concepire l’impresa.
Diventare Società Benefit significa inserire nello statuto finalità di beneficio comune. Vuol dire orientare la gestione aziendale verso un equilibrio più ampio tra risultati economici, persone, comunità, territori e ambiente.
Questo passaggio assume particolare rilievo in Veneto. La regione è caratterizzata da una forte densità imprenditoriale, da filiere territoriali radicate e da una cultura d’impresa storicamente legata al valore del lavoro, della comunità e della responsabilità verso il territorio.
Dal confronto è emerso come il tema Benefit non riguardi soltanto le grandi aziende o le realtà più strutturate. Può diventare un paradigma operativo anche per PMI, artigiani, reti d’impresa e progetti territoriali.
La L.R. Veneto 10/2024 e il progetto Venexus
Uno dei passaggi centrali dell’incontro è stato l’intervento dell’Avv. Roberto Bet, promotore della Legge Regionale Veneto n. 10/2024, dedicata agli “Interventi a sostegno dei progetti a beneficio comune”.
La norma rappresenta un tassello importante nel riconoscimento istituzionale delle Società Benefit e delle imprese ESG sul territorio regionale.
La L.R. 10/2024 promuove la partecipazione, l’iniziativa e il sostegno dei soggetti privati nella realizzazione di progetti a beneficio comune. Il riferimento è al principio di sussidiarietà orizzontale e agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Tra gli strumenti previsti rientrano l’Elenco regionale delle Società Benefit e delle imprese ESG, il Registro dei progetti a beneficio comune, un tavolo tecnico dedicato e una piattaforma digitale di connessione tra soggetti pubblici e privati.
In questo quadro si inserisce Venexus, la piattaforma digitale della Regione del Veneto. Il suo obiettivo è facilitare la nascita di partnership strategiche tra Pubblica Amministrazione, Società Benefit e imprese ESG con sede nella regione.
Il contributo di Bet ha permesso di leggere il Veneto come un laboratorio istituzionale avanzato. In questo scenario, il beneficio comune non resta un principio astratto, ma prova a tradursi in strumenti, procedure e occasioni concrete di collaborazione.
Paolo Di Cesare: riportare il beneficio comune dentro lo statuto dell’impresa
Con l’intervento di Paolo Di Cesare di NATIVA, il confronto si è spostato sulla radice culturale e giuridica delle Società Benefit. Il suo contributo ha richiamato l’origine del movimento Benefit Corporation e il ruolo dello statuto come luogo in cui il profitto può convivere con finalità ulteriori. In questa prospettiva, l’impresa Benefit modifica il proprio principio di funzionamento, integrando nella strategia aziendale anche il valore generato per persone, comunità, territori e ambiente.
Matilde Breda, sempre per NATIVA, ha approfondito il passaggio dai paradigmi estrattivi a quelli rigenerativi. Il beneficio comune, in questa prospettiva, non è una vocazione ideale, ma un impegno statutario che richiede trasparenza, KPI misurabili e rendicontazione degli impatti generati su persone, comunità, ambiente e catene di fornitura. Un approccio che rende il valore prodotto dalle imprese più leggibile e consente anche alla Pubblica Amministrazione di favorire collaborazioni capaci di moltiplicare impatto economico, sociale e ambientale nei territori.
Società Benefit, Veneto e Venetex: circuiti collaborativi per rafforzare l’economia territoriale
L’intervento di Franco Contu, Amministratore Delegato di Venetex, ha portato al centro il ruolo dei circuiti collaborativi territoriali, con particolare riferimento all’esperienza di Sardex e Venetex. Nel quadro dell’incontro su Società Benefit, Veneto e Venetex, questi strumenti sono stati presentati come leve capaci di rafforzare le relazioni tra imprese e comunità locali.
Questo tema mostra come l’impatto possa nascere anche dalla progettazione di strumenti economici capaci di rafforzare le relazioni tra imprese.
Il circuito consente alle aziende aderenti di scambiarsi beni e servizi attraverso un sistema di crediti complementari. In questo modo si ampliano le opportunità di mercato e si favorisce la circolazione del valore all’interno della comunità economica locale.
Durante l’evento è stato citato un esempio concreto. Un piccolo artigiano può essere contattato da una struttura alberghiera per un intervento sui serramenti. Può essere pagato all’interno del circuito e utilizzare a sua volta quei crediti per acquistare materiali, componenti o servizi da altri fornitori aderenti.
Si genera così un circuito fertile, in cui il valore non si disperde. Al contrario, continua a circolare tra imprese del territorio. L’impatto, in questo caso, non è solo finanziario: è anche relazionale, commerciale e comunitario.
Mauro Zan: la finanza a impatto come leva per creare nuove possibilità
Con Mauro Zan di Sefea Impact, il confronto ha approfondito il ruolo della finanza a impatto nel sostenere imprese e progetti capaci di generare benefici concreti.
Il suo intervento ha mostrato come l’impatto possa attraversare settori molto diversi. Non riguarda soltanto realtà poco strutturate o iniziative di piccola scala, ma anche innovazione sociale, tecnologia applicata alla salute e qualità della vita.
Tra gli esempi richiamati è emersa l’esperienza di una società pugliese attiva nella produzione di mani bioniche per persone amputate. È un caso che mostra come la finalità Benefit possa convivere con innovazione, crescita e internazionalizzazione.
Il punto centrale è che l’impatto diventa reale quando crea nuove possibilità. Può farlo per una persona, per un’impresa, per una comunità o per un territorio.
In questa prospettiva, la finanza a impatto assume un ruolo abilitante. Non si limita a finanziare attività sostenibili, ma contribuisce a riconoscere, accompagnare e scalare modelli imprenditoriali nei quali valore economico e beneficio sociale si rinforzano reciprocamente.
Impresa Viva: blockchain, intelligenza artificiale e misurazione dell’impatto
L’intervento di Enrico Talin, Owner at Quarantadue.ai si è spostato sul rapporto tra innovazione tecnologica e beneficio comune.
Il suo contributo ha ripercorso alcune grandi trasformazioni tecnologiche degli ultimi decenni: il personal computer, internet, l’e-commerce, il mobile, la blockchain e l’intelligenza artificiale.
Il filo conduttore è stato chiaro. Ogni nuova tecnologia costruisce sulle precedenti e modifica il modo in cui persone, imprese e organizzazioni operano. In questa prospettiva, blockchain e intelligenza artificiale possono diventare strumenti decisivi per rendere l’impatto più misurabile, certificabile e incentivante.
La blockchain viene letta come una rete pubblica per lo scambio di valore, capace di garantire tracciabilità e certificazione. L’intelligenza artificiale, invece, può supportare l’analisi dei documenti aziendali, dei dati gestionali e dei parametri ESG.
Queste tecnologie permettono di individuare le aree di miglioramento, rendendo più accessibile la misurazione dell’impatto.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il tema dell’incentivazione. Quando un’impresa compie azioni coerenti con determinati parametri di sostenibilità e beneficio comune, il sistema può riconoscerle attraverso token o meccanismi digitali di rinforzo positivo.
Questo passaggio apre una riflessione importante. Il futuro delle Società Benefit non dipenderà solo dalla qualità dei principi dichiarati. Dipenderà anche dalla capacità di misurarli, certificarli e integrarli nei processi reali dell’impresa.
La tavola rotonda: esperienze d’impresa a confronto
La parte conclusiva dell’incontro è stata affidata a una tavola rotonda moderata dal Prof. Paolo Gubitta dell’Università di Padova.
Il confronto ha visto in dialogo Stefania Pizzolato de La Cantina Pizzolato Treviso, Alessandro Colle Tiz di Atlantis Headwear, Master Italia e Massimiliano Braghin, Presidente e Fondatore di Infinityhub.
La tavola rotonda ha messo in evidenza l’esperienza concreta di tre realtà aziendali diverse per tipologie di prodotto e settore, ma accomunate da una visione d’impresa che dà risposte concrete al territorio dove lavora.
Il beneficio comune non è un elemento accessorio, ma può diventare una leva di posizionamento, organizzazione, innovazione e competitività.
Infinityhub, impresa quantistica
Come ha ricordato Massimiliano Braghin durante il confronto:
«L’efficienza energetica deve diventare un’esperienza condivisa. Grazie al modello Infinityhub abbiamo unito le forze e lo scopo e gli obiettivi di professionisti, imprese, energivori, capitali e banche dando a tutti la possibilità di essere soci di capitale di ogni singolo progetto. Per Infinityhub, che realizza progetti attraverso la nascita di SPV (società di scopo) fra relazioni, tecnologie, capitali e flussi energetici/economici, senza dubbio la variabile sistemica-infrastrutturale piu importante è la Relazione. E non una relazione qualsiasi, ma una relazione coerente. Con un apice utopico e straordinario della relazione che la fisica quantistica ha chiamato entanglement. L’entanglement quantistico (o correlazione quantistica) è un fenomeno in cui due o più particelle sono connesse e condividono lo stesso stato fisico, anche se separate da grandi distanze. Lo stato di una particella è istantaneamente legata allo stato dell’altra, indipendentemente dallo spazio che le divide.
L’infinitamente piccolo, ben rappresentato dalle particelle subatomiche, dunque, ci dà precise indicazioni su come funzionano la natura, le relazioni e il tutto.
La relazione diventa sinergia e team se vi è correlazione (o fase), se si osservano con efficienza ed efficacia il numero di partner, le loro (nostre) connessioni e la qualità e profondità della relazione, soprattutto riguardo i principi benefit, che non devono essere solo annunciati ma scaricati terra sia tra i partner che fuori con l’universo mondo e viceversa! Potenziando le relazioni, ovvero la parte immateriale del sistema, si può scalare, si può moltiplicare a tutte e a tutti il vero beneficio di ESSERE benefit!»
Nel percorso di Infinityhub, la Società Benefit non è soltanto una forma societaria. È un modo di leggere l’impresa come piattaforma marketplace digitale, capace di attivare e gestire progetti, risorse finanziarie, partner tecnici, investitori e stakeholder attorno alla evoluzione della persona, ed oggi perche no con co-pilota l’AI.
Dal beneficio comune alla progettualità concreta
Il valore dell’incontro di Treviso sta nella pluralità dei punti di vista emersi.
La dimensione normativa, rappresentata dalla L.R. Veneto 10/2024 e dalla piattaforma Venexus, mostra come le istituzioni possano creare condizioni favorevoli per la collaborazione tra pubblico e privato. Quella culturale, richiamata da NATIVA, ricorda che l’impresa può incorporare nel proprio statuto una responsabilità più ampia verso persone, ambiente e comunità. Mentre, la dimensione territoriale, portata da Sardex e Venetex, dimostra che anche gli strumenti economici possono favorire circuiti collaborativi e rafforzare le relazioni locali. La dimensione finanziaria, approfondita da Sefea Impact, evidenzia il ruolo del capitale nel sostenere realtà capaci di produrre benefici misurabili. Infine, la dimensione tecnologica presentata attraverso Impresa Viva apre una prospettiva decisiva: rendere l’impatto sempre più tracciabile, verificabile e integrato nei processi aziendali.
Nel loro insieme, questi contributi restituiscono una direzione precisa.
Il confronto ha mostrato come il beneficio comune possa diventare una traiettoria concreta di sviluppo territoriale, quando incontra strumenti normativi, finanziari, tecnologici e collaborativi.
Il futuro delle Società Benefit non sarà determinato soltanto dalla crescita numerica di questo modello. Dipenderà dalla sua capacità di produrre progettualità concreta: iniziative capaci di generare valore economico e, allo stesso tempo, benefici reali per territori, comunità e ambiente.
L’evento è stato ospitato nella splendida cornice di Villa Bornello, luogo incantevole che richiama a gran voce l’architettura di Carlo Scarpa. Immersi nella bellezza sono state intrecciate relazioni che hanno senso, perché hanno un grande obiettivo: far sì che l’impresa diventi luogo generativo per la vita.





