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Infinityhub 10 anni: le radici dell’utopia, il tempo della realtà

Il 22 giugno 2016 nasceva Infinityhub, 10 anni di utopia, il tempo della nostra realtà. Ricordo con precisione quell’istante, perché alcuni eventi rimangono impressi per sempre nel cuore. Dieci anni fa davo il via a una nuova attività professionale, quella di imprenditore con tanti sogni in tasca, una buona dose di utopia e la granitica certezza che l’energia più importante non fosse quella misurabile in kilowattora, ma quella che nasce quando persone diverse scelgono di convergere verso uno scopo comune.

In questi dieci anni ho capito che il valore dell’impresa nasce dalla condivisione, dalla cooperazione e dalla coerenza. Il valore più grande nasce – dunque – dalle relazioni.

Questa è, in fondo, la storia di Infinityhub. La storia di una convinzione che, inesorabilmente, è diventata un modello. E di un modello che, oggi, diventa infrastruttura reale, digitale e umana.

Le origini: quando l’efficienza energetica era ancora un costo

Infinityhub nasce dall’incontro di venti soci fondatori: imprenditori, ingegneri, economisti, architetti e professionisti uniti da una visione originale.

Nel 2016, l’efficienza energetica veniva percepita come un costo. Noi vedevamo qualcosa di diverso: la possibilità di trasformare energia, competenze e capitale in valore condiviso. Una riqualificazione energetica non era «solo» un intervento tecnico. Era una preziosa opportunità di creare qualcosa di strutturato, partecipato, capace di produrre benefici per chi investiva, per il lavoro e per il territorio tutto.

L’intuizione più originale: ogni progetto poteva diventare qualcosa di più di una relazione fornitore-cliente. Doveva passare attraverso una società dedicata. Una comunità economica in cui far convergere tecnologia, capitale, competenze e visione.

Nascevano così le nostre SPV.

Nessun modello scritto, ma per ogni progetto un laboratorio. Ogni SPV un organismo vivente da osservare, capire, far crescere. Seguendo il motto di Walt Disney:

Se puoi sognarlo, puoi farlo.”

I maestri invisibili: le radici culturali di un’impresa

Ogni impresa ha i propri maestri, ognuno dotato di una preziosa tavolozza di esperienze.

Dante ci ha ricordato che è “l’amor che move il sole e l’altre stelle“. Una frase che è poesia, ma soprattutto una teoria del valore. Il movimento, la direzione, la coerenza — tutto nasce da un principio relazionale, non da una forza centralizzata. Dante è una bussola epistemologica: il valore si muove dove si muove l’amore, ovvero dove c’è cura, intenzione e connessione autentica.

Albert Einstein ci ha insegnato che non si risolvono i problemi con lo stesso livello di coscienza che li ha generati. Carl Gustav Jung ci ha mostrato che ciò che appare separato in superficie può essere profondamente connesso — che la psiche, come la realtà, è molto più unitaria di quanto sembri.

David Bohm ci ha offerto qualcosa di ancora più radicale: la visione di un ordine implicato. Nella sua fisica, la realtà visibile — quella che tocchiamo, misuriamo, progettiamo — è solo l’ordine esplicato, ciò che emerge da una struttura più profonda e non visibile. Quell’ordine implicato è il campo da cui tutto proviene: le relazioni, le potenzialità, le connessioni non ancora manifeste. Bohm ci ha insegnato che ciò che non si vede non è assente. È implicato. Attende le condizioni giuste per esplicitarsi.

Heisenberg, Schrödinger e Pauli hanno rivoluzionato il nostro modo di pensare, mostrando che la relazione precede la separazione: prima ancora che esistano particelle definite, esiste un campo di relazione da cui esse emergono.

Federico Faggin ci spiega ancora oggi che la coscienza è uno dei grandi misteri aperti — e che l’informazione, da sola, non basta. Senza un soggetto che la interpreti, che la senta, che le attribuisca senso, i dati restano muti.

Adriano Olivetti ci sta ispirando con un modello d’impresa concreto capace di tenere insieme industria, innovazione, cultura e dignità della persona. Un modello in cui il profitto non è mai il fine ma il mezzo, e l’impresa è uno strumento di evoluzione fondamentale per l’essere umano.

Ed Elon Musk ci ricorda con i suoi viaggi spaziali, che siamo nati per oltrepassare i limiti, limiti che sono perlopiù mentali, prima ancora che fisici.

Questa è la mappa del pensiero di Infinityhub, oggi, 22 giugno Anno Domini 2026.

Entanglement quantistico: l’apoteosi della relazione

C’è un principio della fisica quantistica che, negli anni, è diventato per noi qualcosa di più di una metafora: l’entanglement.

Quando due particelle entrano in relazione quantistica, smettono di essere indipendenti. Ciò che accade all’una influenza istantaneamente l’altra, a qualsiasi distanza. Non c’è segnale che viaggi. Non c’è causa che preceda l’effetto nel senso classico. Le cose accadono contemporaneamente, come se la separazione fosse solo un’apparenza e la connessione fosse la realtà più profonda.

Questa è, per noi, l’apoteosi della relazione.

Non la cooperazione come strategia. Non l’alleanza come convenienza. Ma qualcosa di più radicale: il cooperare a prescindere, come meccanismo di allineamento strutturale tra attori che hanno scelto di entrare in risonanza. Quando la fiducia è reale e la visione è condivisa, le cose accadono senza bisogno di controllo centralizzato. Le decisioni convergono. I problemi si sciolgono prima di diventare conflitti. Il sistema si autoregola perché è governato da una coerenza interna, non da una gerarchia esterna.

È qui che Bohm e la fisica quantistica si incontrano: quell’ordine implicato di cui parlava Bohm — quella struttura profonda non visibile — è esattamente il campo relazionale che precede ogni progetto, ogni SPV, ogni accordo. Noi non facciamo che creare le condizioni perché quell’ordine implicato si espliciti. Perché ciò che era potenziale diventi reale e, finalmente, economia.

Nelle nostre SPV abbiamo visto accadere qualcosa di simile ogni volta che le condizioni erano giuste. Un vero e proprio allineamento di stelle. Imprenditori, investitori, territori e professionisti che convergevano attorno a un progetto con autentica intenzione condivisa smettevano di essere parti separate che negoziavano. Diventavano un sistema.

Infinityhub è l’ingegnerizzazione di questo principio.

Frattali: l’infinitamente piccolo specchia l’infinitamente grande

C’è un’altra immagine che ci ha accompagnato in questi anni: quella dei frattali.

Un frattale è una struttura in cui il modello si ripete a scale diverse. L’infinitamente piccolo contiene la stessa logica dell’infinitamente grande. Ogni parte riflette il tutto. Ogni dettaglio porta in sé la firma del sistema.

Guardando Infinityhub con questi occhi, il parallelo diventa nitido. Ogni SPV è un frattale di Infinityhub. Contiene la stessa logica fondante: metti insieme persone, energie, capitali e visione; crea una struttura dedicata; genera valore condiviso; rimette quel valore in circolo.

Ciò che funziona in piccolo — nel singolo progetto, nel singolo cantiere, nella singola comunità — funziona anche in grande, nell’ecosistema, nella piattaforma, nel mercato dei capitali. Non è scalabilità nel senso tecnico del termine. È replicabilità per coerenza interna. Il modello tiene perché la sua logica è la stessa a ogni livello: dal rapporto tra due soci fondatori all’ecosistema di una piattaforma infrastrutturale energetica nazionale.

Questo ci ha insegnato che costruire bene in piccolo è la condizione necessaria per costruire in grande. L’ordine implicato di Bohm che si fa frattale visibile: la stessa firma del tutto, ripetuta a ogni scala.

La scoperta più importante: la relazione come infrastruttura e il Modello Y

Osservando i nostri progetti e le nostre SPV — come un fisico osserva un laboratorio — abbiamo scoperto qualcosa che non era scritto in nessun business plan.

L’energia più importante non è quella prodotta dagli impianti.

È la fiducia. È la relazione. È la capacità di generare futuro.

L’infrastruttura è fatta di persone.

È fatta di coerenza.

Da questa intuizione è nato il Modello Y: l’ingegnerizzazione del campo relazionale che genera materia economica.

Nel Modello Y, il valore non nasce dagli attori isolati. Nasce dalle correlazioni. Nasce dall’entanglement umano, industriale e finanziario che si crea fra imprenditori, investitori, istituzioni, territori, professionisti e tecnologie.

La relazione diventa infrastruttura. La fiducia diventa energia organizzata. E l’energia organizzata diventa economia reale.

Il modello connette, in sequenza e in simultanea:

Community → Capital → Technology → Projects → Infrastructure → Value

È un sistema circolare, in cui ogni elemento retro alimenta gli altri. Come in un frattale. Come in un campo quantistico. Come in un ecosistema vivo. Come nell’ordine implicato di Bohm, che emerge continuamente in nuove forme esplicite.

Dal cantiere alla piattaforma infrastrutturale energetica: dieci anni in numeri

In dieci anni abbiamo costruito decine di progetti, raccolto capitali, coinvolto migliaia di persone, stretto partnership straordinarie. Il vero capitale non si misura soltanto nei bilanci. Si misura nella qualità delle relazioni costruite nel tempo. Ma i numeri raccontano comunque una parte importante della storia:

KPI Valore
Investimenti attivati € 36,6 M
Equity raccolta € 6,9 M
SPV costituite 20
Campagne concluse 21/21
Soci e investitori 2.339
Community > 55.000
Partnership strategiche 46+
Rating ESG 91/100 — fascia Gold
kWh prodotti o risparmiati 6,5 M
CO₂ evitata 2.100 t
Certificazioni ISO 9001 – UNI CEI 11352

Tra i progetti che hanno segnato la traiettoria: Venice LightYear a San Servolo, luogo-manifesto dell’approccio Infinityhub tra efficienza energetica e impatto pubblico; REY Venezia, che ha mostrato come la sostenibilità potesse operare nell’immobiliare privato; YHotel Lido Venezia, che ha aperto il modello al settore dell’ospitalità; Ycona che ci ha permesso di camminare nei luoghi amati da Adriano Olivetti. E tanti altri. Ogni progetto è stato un frattale. Ogni SPV ha riprodotto, in scala diversa, la stessa logica fondante.

Il passaggio a Società Benefit nel 2021 ha inscritto nello statuto una visione che fino a quel momento era stata soprattutto pratica e culturale. Le certificazioni ISO 9001, la qualifica ESCo, l’ingresso nel network ELITE e un rating ESG di 91/100 — fascia Gold — raccontano la progressiva formalizzazione di un’identità che ha cercato di tenere insieme governance, qualità e credibilità.

Oggi, da Energy Social Company — la prima in Italia — stiamo evolvendo verso una piattaforma infrastrutturale energetica e digitale capace di orchestrare energia, capitali, dati, intelligenza artificiale, community e infrastrutture all’interno di un ecosistema integrato.

Realizziamo progetti energetici, impianti, ma soprattutto orchestriamo ecosistemi.

Why now? La grande convergenza è già iniziata

Le grandi piattaforme emergono quando più rivoluzioni convergono simultaneamente.

Amazon ha intercettato la convergenza fra internet e la logistica, partendo dall’essere la più grande libreria del mondo (bene o male i libri ci riguardano sempre). SpaceX quella fra spazio e tempo. Anthropic sta costruendo l’infrastruttura dell’intelligenza, prima ancora che il mondo sappia come la userà.

Oggi stiamo assistendo a una nuova convergenza — e la transizione energetica in Italia ne è uno dei teatri principali:

  • l’elettrificazione dell’economia: industria, edifici, mobilità e data center convergono verso l’energia elettrica efficiente e sostenibile, rigorosamente da fonti rinnovabili;
  • la crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale: l’AI richiede energia, storage e capacità computazionale in quantità crescenti. Energia e digitale stanno diventando una sola infrastruttura;
  • la rivoluzione dei sistemi di accumulo BESS: le reti distribuite sostituiranno progressivamente i modelli centralizzati, più distribuzione, migliore democrazia;
  • la ricerca di asset reali: investitori istituzionali, fondi infrastrutturali e capitale privato cercano rendimenti sostenibili e prevedibili; da qui in avanti è certo che l’energia sarà sempre più indispensabile in ogni dove;
  • il potere delle reti: nel XXI secolo il vantaggio competitivo non deriva dal possesso degli asset. Deriva dalla capacità di orchestrare ecosistemi.

La convergenza tra Energy + AI + Data + Capital + Community + Infrastructure sta aprendo una finestra storica senza precedenti.

Il momento di Infinityhub è questo. Hic et nunc.

I prossimi dieci anni: dalla radice alla chioma

I primi dieci anni sono stati quelli delle radici. I prossimi saranno quelli della chioma.

Entro il 2027 puntiamo a un backlog contrattualizzato superiore a 100 milioni di euro, oltre 50 SPV attive, 50+ MW energetici gestiti, una community che superi le 100.000 persone e una valorizzazione pre-money superiore a 100 milioni di euro. La conseguenza naturale di una piattaforma che funziona — e che, come un frattale, replica la propria coerenza a ogni scala.

Vedremo convergere energia, dati, intelligenza artificiale, infrastrutture e capitale. Vedremo nascere nuovi ecosistemi, nuove forme di collaborazione e alleanze, nuove imprese.

Come particelle che entrano in entanglement e generano stati più complessi e stabili, persone, capitali, competenze e territori continueranno a costruire qualcosa di più della somma delle loro parti. L’ordine implicato continuerà a esplicitarsi. I frattali continueranno a ripetersi a scale sempre più grandi.

Ma una cosa non cambierà.

La convinzione originaria che ci accompagna dal 2016: che l’uomo cresce attraverso le relazioni, che il valore nasce dalla fiducia, che profitto e impronta sono alleati. Che la tecnologia debba restare al servizio dell’uomo. Che la fiducia sia una forma di energia. E che il futuro appartenga a chi saprà costruire relazioni più che posizioni.

Dante ci ricorda a gran voce:

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.”

La nostra via è l’infinito, con «quell’amor che move il sole e l’altre stelle» che ci permette di essere tutti per uno e uno per tutti o semplicemente Uno.

Grazie a chi ha condiviso con noi questo viaggio. A chi ha investito, a chi ha costruito, a chi ha creduto quando l’idea sembrava ancora solo un castello in cielo.

Il meglio deve ancora venire. Che la forza sia con NoY.

Ad ma(Y)ora.

Massimiliano Braghin – Fondatore di Infinityhub S.p.A. Benefit

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